Comunicato festival
 

Festival Internazionale FILMMAKER Doc 8
Milano 26 novembre - 2 dicembre 2003
Spazio Oberdan


Si svolge dal 26 novembre al 2 dicembre l’ottava edizione del Festival Internazionale FILMMAKER - DOC. Il Festival si articola in varie sezioni, dal concorso internazionale sui temi del lavoro e del sociale, la vetrina dei lavori prodotti con un contributo di FILMMAKER dal titolo “Paesaggi umani” e una panoramica sui “fuori formato” che saranno proiettati nella sala allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano. La retrospettiva su Peter Forgacs, invece verrà presentata presso il Cinema Gnomo.

Il festival è realizzato con il sostegno di
Dipartimento dello Spettacolo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; Regione Lombardia, Direzione Generale Cultura, Identità e Autonomie della Lombardia; Provincia di Milano, Cultura e Beni Culturali; Comune di Milano, Settore Cultura, Musei Spettacolo – Milano Cinema

1. Concorso internazionale per film e video su 'lavoro e temi sociali'.
I film selezionati concorreranno ai premi ufficiali assegnati dalla giuria composta dal regista Gianluca Fumagalli, dal fotografo Armin Linke, dalla sindacalista Anna Milani, dal critico e storico del cinema Francesco Pitassio e da Angelo Signorelli, codirettore del Bergamo Film Meeting. Il primo premio ammonta a 5.000 euro e due secondi premi sono da 1.250 euro ciascuno, cui si aggiunge il premio speciale 500 euro per il migliore giovane autore italiano assegnato dal canale tematico Planet.

I titoli: “TISHE!” del russo Victor Kossakovsky (Rus. 80’) che, dalla finestra del suo appartamento a San Pietroburgo, per un anno intero inquadra sempre gli stessi pochi metri quadrati di strada, con lenti diverse, in diversi momenti della giornata e in vari “stili”. il film si ispira alla prima immagine della storia della fotografia, “View from the Window at Le Gras” (1826-1827) di Nicéphore Niépce.
“A SCUOLA” di Leonardo Di Costanzo (It. 60’), mette al centro del film la Scuola Media “Nino Cortese”, alla periferia di Napoli, come molte altre scuole delle grandi città, luogo di conflitto tra alunni e insegnanti. Ma è anche scontro tra due mondi, due culture: il dialetto, il quartiere, la famiglia e le leggi non scritte che regolano i rapporti sociali da una parte, e l’italiano, l’educazione alla cittadinanza, dall’altra.
“GUERRA A DISTANZA” di Harun Farocki (Germ. 54') propone una riflessione sulle immagini belliche, che a partire dalla Guerra del Golfo invadono i mass media di tutto il mondo, rendendo impossibile distinguere il vero dal virtuale. Ricorrendo a documenti d’archivio e a straordinarie riprese effettuate dalle camere alloggiate sulle bombe “intelligenti” americane, il regista mira a definire il legame fra strategia militare e produzione industriale, fino a mostrare come la tecnologia di guerra trovi poi applicazione nella vita quotidiana.
“MERCADO DO BOLHAO” di Renata Sancho (Port. 41') Documentario sulla vita quotidiana nel mercato di Bolhão, a Oporto in Portogallo. Un film sull'intimità di una città, di un mercato, dove anche la televisione viene a intervistare la gente per capire l'umore della società, tra i grembiuli pieni di toppe delle ortolane prosperose e i ragazzini scalmanati che giocano davanti a fasci di cipolle.
“O PRISIONEIRO DA GRADE DE FERRO (auto-retratos)” di Paulo Sacramento (Brasile, 120') È un documentario interamente girato nella più grande prigione dell’America Latina - quella di San Paolo del Brasile - un anno prima che fosse abbattuta. Il carcere fu teatro nel 1992 di una sanguinosa rivolta in cui rimasero uccisi, nello scontro a fuoco con la polizia,111 detenuti.
I detenuti, dopo aver imparato a usare la videocamera, si sono messi a riprendere la vita di ogni giorno. L'importante è mostrare tutto: niente è lasciato all'immaginazione dello spettatore, qualcosa è lasciata, forse, al suo desiderio.
“LA RAISON DU PLUS FORT” di Patric Jean (Fr 2003, 86') Il regista viaggia attraverso l’Europa e documenta la vita nelle aree suburbane delle grandi città, dove una popolazione di giovani immigrati racconta la difficoltà nel trovare un lavoro, il dramma dell’emarginazione, il terrore della povertà. Ma il film va oltre e dopo aver indagato le cause della disoccupazione ne registra gli effetti: il viaggio comincia nel degrado dei quartieri periferici, continua nelle aule di tribunale e termina nelle carceri di Francia e Belgio, meta finale di vite il cui destino è stato deciso da altri (“quando le fabbriche chiudono, si costruiscono prigioni”).
“TRANSUMANZA VERSO IL TERZO MILLENNIO” di Erich Langjahr (Ch, 124') Progetto strutturato come un trattato di antropologia culturale: mettendo in parallelo i ritmi della vita familiare (la maternità, la paternità, la crescita dei figli, i pasti, il riposo) con quelli della conduzione del gregge (l’alpeggio, la tosatura, la mungitura), riconduce i due aspetti della vita umana a un tutto armonico.
“ZUR LAGE” di Barbara Albert, Michael Glawogger, Ulric Seidl, Michael Sturminger (Austria, 85’). I quattro registi di Zur Lage sono andati per le strade, nelle fabbriche, nei salotti di casa alla ricerca dell’Austria che votò in massa per l’estrema destra nel gennaio del 2000. Diviso in sei capitoli preceduti da un prologo, il film è stato girato tra il novembre del 2000 e l’ottobre 2001: Michael Glawogger ha percorso in ventiquattrore di autostop le varie frontiere del paese, raccogliendo le interviste degli automobilisti. Michael Sturminger ha accompagnato un famoso giornalista televisivo nelle sue visite a domicilio, entrando nelle case della buona borghesia cattolica della bassa Austria. Ulrich Seidl ha filmato il ritratto, grottesco e straziante, di un uomo che vive recluso dietro il cancello della sua villa, in un crescendo di paranoie razziste. Barbara Albert ha invece raccolto le testimonianze delle lavoratrici che vivono da sole.
“EL BOTE” di Guillermo Costanzo (Arg, 52’) Luis Foti ha 57 anni, ma ne dimostra molti di più. Accusato di aver ucciso sua cugina, fu dichiarato matto, considerato pericoloso e rinchiuso in una clinica per malati mentali. Guillermo Costanzo incontra Foti nella città di Roca, in Patagonia, dove sta cercando un luogo adatto per girare un documentario sulla follia. Il regista intervista e filma gli ospiti della clinica, raccontandone le storie, ascoltandone le parole e facendosi travolgere dalle loro passioni.

2. Progetto produttivo "Paesaggi umani"
Filmmaker è da sempre un festival che produce, a basso costo, film e video di autori esordienti o quasi. Quest'anno sono 6 i lavori prodotti: film e video, fiction e documentari, realizzati da giovani autori, esplorano ambienti e personaggi di Milano e della Lombardia, proponendo sguardi inediti sulla nostra realtà o costruendo storie che la illuminano da angolazioni sorprendenti.
Valeria Palermo propone “ORGANICA URBE”, un lavoro dai toni sperimentali in cui il tessuto urbano si specchia nei tessuti organici e la città diviene corpo, devastato quotidianamente dalla presenza umana. I centri nevralgici di questa concezione della città, sentita in particolar modo dai pendolari e da coloro che ne utilizzano gli spazi in modo temporaneo, sono le stazioni, le strade, le vie commerciali: i non-luoghi della contemporaneità.
Ivan Piai in “SPAISÀ” punta la sua attenzione su Candia, in Lomellina. Il film è il ritratto dolente di quel che rimane della campagna lombarda: sacche di arretratezza economica e culturale, un tessuto sociale sempre più deprivato. Il documentario ha il tono di un’elegia funebre e canta i valori di una cultura contadina che non serve più al paese moderno che pensiamo di essere diventati. Le nebbie sui campi, le foschie sulle risaie, le stoppie che bruciano, i polli nei cortili di cascine cadenti; tutto racconta la storia di ciò che eravamo e che abbiamo preferito dimenticare.
“LA SETTIMANA SPIRITUALE” di Alessandro Diaco e Paolo Caredda, è una curiosa docu-ficion: attraverso le ricerche di un cronista illustratore della rivista “La Settimanale Spirituale”, scopriamo il trittico del Cristo Divin Lavoratore della Bicocca commissionato dalla diocesi, ma donato dall'artista al presidente dell'Alfa Romeo. Le tensioni di una comunità in bilico tra due forze, le coincidenze di interessi tra il proletariato cattolico e i lavoratori, il clima di un epoca. Un’originale esplorazione socio-antropologica, resoconto del quartiere, storia di un paesaggio mutante, studio di profili umani e urbani dai contorni incerti.
“ANIMOL”
di Marco Berrini e Martina Parenti è un documentario che racconta il rapporto tra gli uomini e gli animali che vivono a Milano, attraverso la voce e l’esperienza di cinque persone che hanno dedicato la propria vita professionale proprio agli animali. La raffinata qualità delle immagini ripropone forme documentarie televisive, dall’inchiesta al documentario naturalistico, ma nell’avvicendamento degli episodi il film rivela l’intenzione del suo sguardo, rilasciando fino in fondo un sapore grottesco e sottilmente critico.
Giacomo Trevisan ha realizzato un film sui ciechi: “DJAMBE FOLÀ”. È possibile per un non vedente fare un ritratto scultoreo di un viso usando il tatto? Ciro, 26 anni, cieco fin dalla nascita, ci prova. Con le dita sottili preme, scava, manipola, accarezza la creta mentre dalla massa informe comincia lentamente a delinearsi la forma di un viso. Inizia così un viaggio di esplorazione in cui Ciro ci invita a scoprire il suo “sguardo” di non vedente. Attraverso le sue passioni, la sua quotidianità,
il rapporto con gli amici e con l'ambiente, il documentario ripercorre le tappe di un difficile percorso verso l'accettazione della diversità.
Per finire il corto d'animazione “AMUL WAHK” di Marta Roberti. Poco sistematica storia di una storia che vuole essere narrata e che prende il sopravvento su una narratrice e una protagonista che tentano di raccontarla rubandosi i ruoli. Sorta di viaggio interiore e allucinatorio, che ripercorre una relazione con un ragazzo di colore che seduce ed abbandona. Ma è la qualità dell’animazione - dove si coglie la materia della carta, la sporcizia della grafite, l’immediatezza del tratto - a delineare un universo cangiante e incantato, dove le forme ubbidiscono alle mutevoli intenzioni della mano e del pensiero.

3. Fuori Formato
Grandi film di grandi maestri nella sezione non competitiva.
Con “THE FOG OF WAR”(Usa, 95') torna Errol Morris, già protagonista lo scorso anno di una retrospettiva completa. Il suo ultimo film è un ritratto di Robert S. McNamara, Segretario americano alla Difesa, sotto le presidenze di Kennedy e Johnson, personaggio chiave nella crisi missilistica di Cuba nel 1962 e nella guerra del Vietnam. Affascinante e sottilmente ambiguo come tutti i film di Morris.
“BRIGHT LEAVES” di Ross McElwee (Usa, 107'), importante figura del documentario Usa contemporaneo, è un lavoro diaristico che intreccia la storia della famiglia dell’autore con il tema della produzione di tabacco in Carolina del Nord.
Con “OPERAI CONTADINI” (Fr/It, 123’) e “RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO/UMILIATI” (Fr, 64’) la coppia Jean Marie Straub, Daniele Huillet continua il lavoro sulla scrittura di Vittorini, iniziata con Sicilia! Più che le storie, ai due cineasti interessa la lingua dell’autore siciliano, che nella rigorosa messa in scena trova nuovi e sorprendenti sensi.
Yervant Gianikian e Angela Ricci-Lucchi presentano i loro lavori più recenti spiegando che “per parlare dei contrasti sociali, delle diverse specie umane e del colonialismo, rielaboriamo delle immagini che sono come piccole scosse elettriche”. Il titolo che racchiude i loro tre brevi film è “FRAMMENTI ELETTRICI”. Le immagini, come sempre reinquadrate, rallentate e aperte ad un senso nuovo, raccontano una famiglia di Rom scampata al genocidio, le peregrinazioni di un militare francese in Indocina e l’ossessione scopica di un cineamatore italiano degli anni ’50, irresistibilmente attratto dai corpi delle signore che prendono il sole in spiaggia.
Fra gli autori italiani siamo molto contenti di presentare Michelangelo Frammartino, rivelazione italiana dell’anno con il pluripremiato “IL DONO” (It, 80’). Storia di un vecchio e di alcuni giovani ambientata a Caulonia, paese calabrese spopolato dall’emigrazione, Il dono è un film di grande consapevolezza formale, preciso nella descrizione dei gesti minimi ed emozionante nello sviluppo narrativo. Frammartino lo ha realizzato con un budget minimo, segno inequivocabile della possibilità di fare ottimi film al di fuori del sistema del cinema italiano.
No-budget anche per “PASSE-PARTOUT PER L’INFERNO” (It, 110’), storia di satanismo e naziskin girata con mano sicura e tanta energia da Federico Rizzo, già presente nelle scorse edizioni del festival. Più che l’analisi sociale, qui interessa la deriva allucinata cui il film si lascia consapevolmente andare, in un crescendo parossistico e visionario.

4. Retrospettiva Peter Forgacs
A dicembre (3-7) verrà proposta la retrospettiva dell’ungherese Peter Forgacs, grande archeologo della vita privata capace di raccontare la storia del Novecento attraverso l’esplorazione dei film amatoriali. I suoi video sono allo stesso tempo ineccepibili documenti storici e suggestive visioni semi-oniriche ottenute rimontando i materiali, manipolandoli in vari modi e giustapponendovi un sonoro fortemente straniante. Verranno proiettati fra gli altri THE BARTOS FAMILY (1988), primo film della serie “Ungheria privata” che l’autore concepisce come una sorta di “balzachiana commedia umana”, "ANGELOS’ FILM", “THE DANUBE EXODUS”, “A BIBO’ READER", "THE MAELSTROM".
Il regista terrà un seminario sul suo cinema e sul metodo venerdì 5 dicembre dalle 15 alle 19, presso il Cinema Gnomo – Iscrizione obbligatoria.
La retrospettiva si terrà presso il cinema Gnomo dal 3 al 7 dicembre 2003 in collaborazione con Home Movies - Archivio filmico della memoria familiare con il contributo del Comune di Milano, Settore Cultura-Ufficio Cinema.
Su Forgacs Filmmaker verrà realizzato un quaderno informativo con interviste, studi e schede dei film.


Il festival è realizzato in associazione con
Pastorale del Lavoro dell’Arcidiocesi di Milano; CGIL; CISL; UIL Lombardia; Civiche scuole di Milano, Fondazione di partecipazione, Scuola di Cinema Tv e Nuovi Media; Fondazione Cineteca Italiana; Goethe-Institut Mailand; Centre Culturel Français; Centro Culturale Svizzero; Forum Austriaco di Cultura a Milano e PLANET.

Proiezioni: Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2 (MM1 Porta Venezia)
Milano Ingresso libero
Retrospettiva Peter Forgacs, 3-7dicembre, Cinema Gnomo, Via Lanzone 30
Ingresso: 4,1 euro

info: Associazione Filmmaker Via Aosta, 2/C - 20155 Milano
tel +39.02.3313411 - fax +39.02.341193
e-mail fmkmi@tiscali.it - website:www.filmmakerfest.org

Ufficio Stampa
Barbara Perversi 347.9464485 – b.perversi@tiscali.it