Si svolgera’ dal 27 novembre al 3 dicembre la settima edizione del Festival Internazionale FILMMAKER, nella sala dello Spazio Oberdan. Il Festival si articola in varie sezioni, dal concorso internazionale sui temi del lavoro e del sociale, la vetrina dei lavori prodotti con un contributo del festival stesso dal titolo “Visioni di realtà-Paesaggi umani”, la retrospettiva su Errol Morris, per cui sara’ pubblicato il volume monografico “In prima persona. Il cinema di Errol Morris”, e una panoramica sui “fuori formato”.

Il festival è realizzato in associazione con CGIL-CISL-UIL Lombardia e Pastorale del Lavoro di Milano, è sostenuto dal Dipartimento dello Spettacolo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, da Regione Lombardia - Direzione Generale Cultura, Identità e Autonomie della Lombardia, dal Settore Cultura della Provincia di Milano, dall’Assessorato alle Politiche Sociali e dal Settore Cultura e Musei - Ufficio Cinema del Comune di Milano.

1. Concorso internazionale per film e video su 'lavoro e temi sociali'
Dopo il successo delle passate edizioni, vinte tra gli altri nel 1998 da “Sto lavorando?” di Daniele Segre, nel 1999 da “Crazy English” di Zhang Yuan, nel 2000 da “Seule” di Dmitry Kabakov e nel 2001 da “Un bel Ferragosto” di Maurizio Iannelli e Michela Guberti, è stata anche quest'anno ampia e significativa la risposta degli autori: circa 300 lavori da 25 nazioni diverse. I film selezionati concorreranno ai premi ufficiali per la presente edizione (un primo premio di 5.000 euro e due secondi premi da 1.250 euro ciascuno, cui si aggiunge il premio speciale per il migliore giovane autore italiano assegnato dal canale tematico Planete 500 euro)


La commissione selezionatrice ha scelto i titoli che concorreranno ai premi ufficiali per la presente edizione (un primo premio di 5.000 euro e due secondi premi da 1.250 euro ciascuno).

Tra i titoli l’ultimo lavoro di Chantal Akerman, De l’autre côté (Francai 2002) che delinea per interviste e immagini il tragico confine tra Messico e Stati Uniti: la storia di gente povera che rischia ogni giorno la vita per superare una riga nel deserto e scappare verso a un posto di lavoro, un po’ di soldi e un’esistenza da clandestino. Diviso in due parti e unito da un fluido e poetico travelling il film racconta prima il lato messicano con le sue storie di ordinaria miseria e di morte insensata, poi quell’altrove perduto del sogno americano fatto di ostilità e razzismi. 

La storia coraggiosa di una donna che diventa la prima donna taxista in una città algerina è al centro di Une femme taxi a Sidi Bel-Abbès (Algeria/Belgio 2000) di Belkacem Hadjadj. 

Joutilaat - The Idle Ones (Finlandia 2001) di Susanna Helke e Virpi Suutari segue le giornate lunghe e vuote di tre ragazzi che vivono vicino al confine russo. Con sguardo curioso e spietato, i registi delineano il ritratto di una generazione annoiata, insicura e disoccupata, sottolineando come la distanza delle “periferie” dai “centri” sia alla base di nuove forme di disagio giovanile.

Lotta sporca (Italia 2002), progetto di Dropout (Marco Carraro, Emiliano Poce e Paolo Poce) rievoca l’azione di 4 operai arroccati sulla Terrazza Michelangelo della Stazione Centrale di Milano: tre giorni e tre notti a combattere con lo sciopero della fame, le vernici spray e gli striscioni. Sotto, tra i binari, c’era la rabbia dei lavoratori di una ditta di pulizie appaltatrice di Trenitalia. Intorno al 25 aprile del 2002 Milano, capitale del lavoro?, riscopriva la forza che ha uno sciopero quando a causarlo è la sopravvivenza.

Love & Diane (Francia/Stati Uniti 2002) di Jennifer Dworkin. 12 anni di lavoro per questo diario di sofferenza, pietà, violenza e amore a New York. Una presenza quotidiana, quasi “familiare”, della telecamera di fronte alla quale scorre, amara e commossa, la storia “incredibilmente” vera di una madre sopravvissuta al crack, al suicidio di un figlio e alla separazione dagli altri cinque, e di una figlia sieropositiva che lotta contro un passato di abbandoni e un sistema sociale che le nega l’affidamento del suo bambino. 

Una “metressa” a Grand Ville (Italia 1993-2002) di Michelangelo Buffa
Un film che restituisce la vita, attraverso i ricordi divertiti e a volte malinconici di un’insegnante elementare, a un paese che appare ormai abbandonato. Immergendo la forma documentaria in una personale ricerca socio-antropologica, il regista lascia la sua testimone libera di raccontare i volti e i giorni di un posto e un tempo lontani, senza mai abbandonare il film alla deriva della nostalgia.

Zedan-e Zanan - Women’s Prison (Iran 2002) di Manijeh Hekmat
Dietro l’unico film non documentario di questo concorso 2002 c’è ancora una volta una storia vera. Una lunga ricerca nelle carceri, due anni di lavoro sulla sceneggiatura, 42 incontri con le autorità iraniane per avere i permessi a girare e 75 giorni di riprese. Con Zendan-e Zanan, la regista costruisce un’opera carceraria al femminile che, capace di restare lontana dalla formula del “femmine in gabbia”, restituisce vividi e accorati l’isolamento e la violenza delle vittime di un sistema giudiziario sordo e spietato.

Bonanza -En vias de extincion (Argentina 2001) di Ulises Rosell; Musica Manu Chao.
Il film di Ulises Rosell segue la storia buffa e triste di una tribù, una famiglia di “aristocratici delle baracche”, che si inventa una vita felice nella miseria grottesca delle periferie di Buenos Aires. Ma soprattutto si appoggia alle spalle forti e alla pancia gonfia di Bonanza Muchinsci, un maestro di dignità che colora le giornate amare dei suoi due figli, che combatte con l’ironia ogni sconfitta e ogni fallimento. Bonanza ricorda ai suoi spettatori che anche l’arte d’arrangiarsi può diventare un gesto poetico e politico di intelligente sovversione.


2. Progetto produttivo "Visioni di realtà-Paesaggi umani"
Filmmaker è da sempre un festival che produce, a basso costo, film e video di autori esordienti o quasi. Si tratta di un'iniziativa fortunata che ha contribuito a lanciare registi come Silvio Soldini (“Pane e tulipani”), Paolo Rosa (“Il mnemonista”) e in anni recenti Giovanni Maderna (“Questo è il Giardino”, premio opera prima a Venezia 99, e “L'amore imperfetto”). Quest'anno sono 6 i lavori prodotti: film e video, fiction e documentari, realizzati da giovani autori, esplorano ambienti e personaggi di Milano e della Lombardia, proponendo sguardi inediti sulla nostra realtà o costruendo storie che la illuminano da angolazioni sorprendenti.
“I pesi di Pippo” di Federico Rizzo: docu-fiction su un culturista alle prese con l'attuale problema degli anabolizzanti; “Nice!” Di Giovanni Giommi e Giovanni Robertini: sguardo insolito sulla comunità filippina, sul "loro" campionato di basket la domenica nei campetti della periferia metropolitana; “La notte del leone” in cui Giorgio Carella e Paolo Cognetti focalizzano la loro passione in un documentario che ripropone un evento passato alla storia per la Milano degli '80: Bob Marley a San Siro, con immagini di repertorio e voci dei “testimoni”. Giampaolo Gelati con Michele Lipparini con “Ortometraggio” intende scoprire il mondo che si cela dietro i dimenticati orti di guerra; “Impiegati” di Davide Rizzitelli e Diego Venezia, lavorano la desertificazione industriale di Milano e la profonda mutazione antropologica che ai vecchi quartieri operai ha sostituito la periferia impiegatizia; “Sciopero” di Monica Poli, fiction in cui un gruppo variopinto di bambini occupa una vecchia fabbrica dimessa come personalissimo campo giochi.

3. Retrospettiva Errol Morris (13-16 dicembre, Cinema Palestrina)
Dopo Johan Van der Keuken e Frederick Wiseman, Filmmaker dedica la retrospettiva all'originale regista americano Errol Morris, senza dubbio il più creativo e stimolante regista nell'area non-fiction, autore di 6 lungometraggi capaci di uno sguardo trasversale sulla socieà americana. “Mr Death: The Rise and Fall of Fread A. Leuchter, Jr.” (1999); “Fast, Cheap & Out of Control” (1997); “A Brief History of Time” (1992); “The Thin Blue Line” e della serie televisiva "First Person", composta da 17 episodi divisi in Season 1 e Season 2, in cui i personaggi raccontano alla macchina da presa la loro incredibile storia.
La retrospettiva si terrà presso il cinema Palestrina dal 13 al 16 dicembre 2002 in collaborazione con Noir in Festival con il contributo del Comune di Milano, Settore Cultura-Ufficio Cinema.
Si tratta della prima retrospettiva completa in Europa dedicata a Errol Morris, e per l'occasione Filmmaker ha realizzato una monografia, che, prima a livello mondiale, analizza l'intera opera Morris, con studi e contributi originali di alcuni fra i più importanti specialisti italiani. La monografia sarà presentata in anteprima al festival e quindi distribuita nelle librerie specializzate di tutta Italia “In prima persona. Il cinema di Mmorris” acura di Carlo Chatrian e Luca Mosso, Ed. Il Castoro. 


4. Fuori Formato
Sezione panoramica non competitiva, dedicata a quei prodotti che per lunghezza, formato o linguaggio, resistono alle logiche strutturali e alle gabbie dei generi e dei format. Documentari d'autore, film saggio, docu-fiction e film di montaggio costituiscono gli ingredienti principali della sezione più sperimentale e curiosa dell'intero festival. All'interno della sezione saranno presentate alcune significative opere del regista tedesco Harmut Bitomsky e gli ultimi lavori di registi molto cari a Filmmaker: “For the Time Being” di Johan Van Der Keuken, “La Dernier Lettre” di Frederick Wiseman, “L’Homme sans l’Occident“ di Raymond Depardon, “London Orbital” di Chris Petit e Iain Sinclair…


Filmmaker è organizzato in collaborazione con Civiche scuole di Milano, Fondazione di partecipazione, Scuola di Cinema Tv e Nuovi Media; Fondazione Cineteca Italiana, Goethe-Institut Inter Nationes Mailand, Centre Culturel Français.


Proiezioni: Spazio Oberdan, 27 novembre-3 dicembre, Viale Vittorio Veneto 2
Retrospettiva Errol Morris, 13-16 dicembre, Cinema Palestrina, Via Palestrina 7
Ingresso libero

ASSOCIAZIONE FILMMAKER
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