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La Indigo Film, fondata nel 1999 da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori, si occupa di produzione di film, documentari e cortometraggi. Tra il 1999 e il 2001 l’attività principale della società si è rivolta ai documentari e ai cortometraggi.
Dal 2001 la Indigo Film ha prodotto, L’Uomo in Più di Paolo Sorrentino, in competizione al Festival di Venezia nel 2001, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. La Indigo ha in seguito prodotto, con Fandango e Medusa film gli altri due film di Paolo Sorrentino (Le conseguenze dell’amore, 2004 e L’amico di famiglia, 2006) presentati in concorso a Cannes; La guerra di Mario di Antonio Capuano, in concorso a Locarno nel 2005. Nel 2004 ha realizzato Apnea, opera prima di Roberto Dordit, con Claudio Santamaria, presentato al Festival di Taormina nel 2006; il film è stato distribuito in sala nel 2007 con il sostegno della CGIL. È uscito a settembre La ragazza del lago, opera prima di Andrea Molaioli; attualmente sta producendo insieme a Lucky Red e Parco film Il divo, di Paolo Sorrentino.
Che cosa ti spinge a produrre documentari nel difficile scenario italiano?
Francesca Cima: Ogni volta che si presenta l'occasione di realizzare un documentario in effetti io e il mio socio Nicola Giuliano ci chiediamo se ha un senso continuare ad investire in un campo fertile per quel che riguarda le idee e le energie creative, ma molto poco elastico e strutturato da un punto di vista produttivo e finanziario. Eppure il documentario nella sempre più variegata offerta audiovisiva e multimediale potrebbe offrire un importante apporto se non altro nella circolazione di un prodotto diverso e agile, che un pubblico sempre più diversificato ed esigente sembra gradire, quando gli si offre l'occasione di consumare. Fatta questa desolante premessa, quello che ci spinge è la nostra passione, l'energia che sentiamo arrivare da giovani disposti ad affrontare sacrifici e ristrettezze pur di raccontare qualcosa di diverso.È un settore in cui possiamo sperimentare e lavorare con assoluta libertà e indipendenza: noi produciamo documentari a basso costo, che realizziamo con mezzi interni (sia di ripresa che di montaggio), seguiamo tutte le fasi di lavorazione a stretto contatto con il regista e cerchiamo poi di accompagnare i film in un faticoso percorso di visibilità. Inoltre crediamo che il documentario, quello che noi realizziamo e che potremmo definire "di creazione" o "d'autore" ci dia la possibilità di conoscere e sperimentare un percorso di crescita con un regista in cui crediamo. In questo senso intravediamo nella produzione dei documentari la funzione di una palestra-laboratorio che fino a qualche anno fa veniva ricoperta dalla realizzazione dei cortometraggi. È il caso, ad esempio, degli ultimi documentari da noi realizzati Il passaggio della linea di Pietro Marcello, un autore in cui noi crediamo, e Bianciardi, di Massimo Coppola: con quest'ultimo regista abbiamo già in progetto un film di finzione.
Quali sono i tuoi interlocutori quando stai iniziando un progetto? E nella fase finale?
Spesso noi partiamo da soli ovvero con i nostri mezzi finanziari. Cerchiamo poi di allargare lo sguardo a possibili interlocutori, soprattutto Rai, nel senso di televisione, o RaiCinema. A volte chiediamo il fondo riservato ai cortometraggi presso il Ministero dei Beni Culturali (ne abbiamo avuti due) oppure presentiamo un piano Media per lo sviluppo. Proviamo anche la strada Pay Tv, insomma tutti i possibili interlocutori attivi in questo momento in Italia e fuori. In genere riusciamo a trovare in uno di questi canali un piccolo aiuto, che è appena sufficiente, nei casi fortunati, a coprire le spese o, più spesso, a limitare le perdite.
Hai avuto un’esperienza di coproduzione? Con chi?
Abbiamo avuto un’esperienza di co-produzione internazionale nel caso di Odessa, un film di Leonardo di Costanzo e Bruno Oliviero, si è trattata di una collaborazione con la Francia, in particolare con la società Point du Jour e Arte. A volte ci rivolgiamo a partner italiani con produzioni come la nostra... in questi casi l'unione fa la forza!