Comunicato festival
 

Festival Internazionale FILMMAKER Doc 11
Milano 21-28 novembre 2006
Spazio Oberdan della Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2
Ingresso libero

L’appuntamento con la ventiseiesima edizione del Festival Internazionale FILMMAKER è a Milano dal 21 novembre al 3 dicembre.

Il festival, diretto da Silvano Cavatorta, nel corso degli anni è stato un importantissimo trampolino di lancio per molti giovani autori che si sono poi distinti nel panorama nazionale e internazionale. Registi come Silvio Soldini, Paolo Rosa, Daniele Segre e in anni più recenti Giovanni Maderna, Antonio Bocola, Paolo Vari, Alina Marazzi, Michelangelo Frammartino, Federico Rizzo, hanno presentato proprio a FILMMAKER i loro primi lavori. Da più di dieci anni dedica attenzione particolare al documentario nazionale e intenzione sottolineata dal titolo che ha guadagnato nelle ultime undici edizioni il suffisso Doc., così come viene ribadito il sostegno alla produzione per i giovani autori selezionati nel progetto produttivo PAESAGGI UMANI e presentati in anteprima nei primi giorni della manifestazione.
Confermata anche la sezione retrospettiva che ogni anno viene ospitata al Cinema Gnomo nella seconda settimana del festival e che in questa edizione è dedicata al regista austriaco Ulrich Seidl.

FILMMAKER Doc si articola in cinque sezioni:
*Concorso internazionale sui temi del lavoro e del sociale
*Paesaggi Umani: la presentazione dei film che hanno ottenuto dal Festival, da Club Vita e Vita non profit magazine, da Augustus, da Kodak e dal Comune di Sesto San Giovanni - Assessorato alla Cultura, Sport e Politiche giovanili, un aiuto alla produzione;
*Retrospettiva dedicata al regista austriaco Ulrich Seidl e workshop
*Fuori formato, sezione non competitiva con due serate speciali dedicate a Mario Soldati, Dadamaino, una panoramica MILANOMETROPOLI
*Luoghi del femminile, progetto produttivo a cura di Train de Vie e FermoImmagine

Il festival ospita inoltre un workshop con i fratelli Ulrich Seidl che si terrà venerdì 1 dicembre dalle 15.300 alle 19.00 presso il Cinema Gnomo, Via Lanzone 30/a – Iscrizione 10 euro.

CONCORSO INTERNAZIONALE SUI TEMI DEL LAVORO E DEL SOCIALE
Dieci i film in concorso, selezionati sulla base di circa 230 titoli pervenuti a partire dal marzo scorso.
Tre i premi (il primo di 5.000 euro, il secondo – premio Fnac- e il terzo entrambi di 1.250 euro) che verranno assegnati dalla Giuria composta da Gianni Biondillo (scrittore), Anna Milani (sindacalista), Emiliano Morreale (studioso e critico del cinema), Marina Spada (regista), Alessandro Signetto (presidente dell’associazione Doc/it), Gianmarco Zanrè (Fnac).

Questi i titoli dei film in concorso:
- Aarne di Mervi Junkonnen (Finl 2005, col. 16’)
La regista finlandese, vincitrice del premio Fanc nella scorsa edizione del festival con il film About a Farm (Su una fattoria), in questo lavoro ci mostra la vita di un anziano costretto alla solitudine. Nella sua villetta entrano soltanto i gatti selvatici, mentre il cielo è ritmato dal continuo sfrecciare degli aerei lontani dalla lentezza dei gesti dell'anziano.
- Confini d’Europa di Corso Salani (It 2006, col. 108’)
Episodio1 “Ceuta e Gibilterra”; Episodio 2 “Rio de Onor”
Un diario quasi intimo da Corso Salani che lancia uno sguardo sulla nuova Europa, servendosi di giovani donne che vivono sulla loro pelle - a lungo accarezzata dalla ripresa - i conflitti del nuovo secolo.
- Il Etait une fois… di Joseph Peaquin (It 2006, col. 63’)
Metaforico ritorno alle origini è il documentario di Peaquin quasi una fiaba di una coppia di anziani uniti nella passione per la cucina di montagna. Un modo di mangiare che riflette in realtà una vita semplice, capace di cogliere il gustoso persino nelle bucce delle rape.
- Hors les murs di Alexandre Leborgne, Pierre Barougier (Fr 2005, col. 82’)
Un documentario affidato alle voci in prima persona ildei detenuti della prigione senza muri di Iwahig, costruita dai coloni statunitensi nelle Filippine: di fronte alla visione di una forma di detenzione unica, si accompagna il controcanto dei detenuti che, pur avendo le proprie famiglie vicino, sperimentano un sofferto e continuo senso di colpa per i crimini commessi.
- House and Desert di Anna Faroqhi (Grem 2005, col. 57’)
Lo scottante tema Israele-Palestina è affrontato in questo documentario, passando in rassegna i modi d'abitare nello stato d'Israele: da una villa signorile fino a un garage abbandonato. Una possibilità per riflettere, in assenza di scontri e ideologie, sulla pluralità di modi di vivere e di pensare che sussistono all'interno di una nazione.
- Klingenhof di Beatrice Michel (Ch 2005, col. 84’)
In questo film il centro dell'azione è un cortile di Zurigo dove si concentra uno spaccato della moderna società multietnica. Mentre le stagioni trascorrono, si incontrano le persone e si scoprono nuovi talenti di chi è mosso dalla stessa idea: un ritorno alle origini, familiari ed esistenziali.
- Le Preparateur di Noelle Pujol (Fr 2006, col. 37’)
Fuori da ogni canone è la ricerca visiva della video artista Pujol, che ci mostra per tappe come si possa impagliare un cigno. Il lavoro dell'imbalsamatore, seguito con estremo rigore, si apre nella sua disarmante semplicità a una pluralità di letture, cogliendo l'essenza del lavoro e il fascino del documentario: il formato che più di tutti si continua a interrogare sull'inquietante e straordinario passaggio tra reale e opera filmica.
- Odessa di Bruno Oliviero e Leonardo Di Costanzo (It 2006, col. 67’)
Esiliati dalla propria terra sono i marinai di Odessa, nave da crociera ucraina parcheggiata per problemi storico-politici nel porto di Napoli. Attraverso una stringente narrazione, costruita seguendo le vicende personali di queste vittime innocenti della Storia, il documentario ha la forza di costruire una vicenda epica sull'impotenza umana.
- The Other Side di Bill Brown (Usa 2006, col. 43’)
Documentario a una sola voce: la voce over del regista non smette mai di raccontare il suo viaggio ai confini tra gli Stati Uniti e il Messico, dove morte e libertà sembrano intrecciarsi e dove forse c'è ancora spazio per qualche illusione magica o mistica.
- La rieducazione del collettivo Amanda Flor (It 2006, col. 96’)
Una contemporanea opera di formazione sul mondo del lavoro, polverosa e sporca come il cantiere edile che prova a raccontare. Gli altri nove sono documentari che affrontano argomenti d'attualità usando toni diversi, capaci di spaziare dall'intimità del diario di viaggio all'oggettività della testimonianza di un lavoro particolare.

PROGETTO PRODUTTIVO “PAESAGGI UMANI”
Quest’anno sono sette i film che hanno ricevuto un aiuto alla produzione da Filmmaker e da Vita-Comunicazione, associazione che pubblica un periodico sui temi del volontariato, Augustus, Kodak e dal Comune di Sesto San Giovanni - Assessorato alla Cultura, Sport e Politiche Giovanili

A partire da un centinaio di progetti la commissione esaminatrice, composta quest’anno da Danielle Sassoon (Club Vita, Vita non profit magazine), Carlo Chatrian (critico) , Michelangelo Frammartino (regista), Francesco Virga (produtore) ha premiato i seguenti progetti:
- Lezione di anatomia di Titta Raccagni (It 2006, col. 12’)
Una classe di studenti dell'Università della Terza Età, impegnata a seguire le lezioni di anatomia del professor Civardi Al centro dell'aula sta la modella: adagiata su una tovaglia rossa che copre alcuni banchi, si lascia osservare, spostare, maneggiare da mani e sguardi attenti e precisi. Loro la guardano e lei si lascia guardare. Ma ecco che di fronte all'ispirazione immateriale della figura, iniziano a profilarsi le sensazioni concrete, le emozioni più recondite di chi vive in quel corpo. Mentre il corpo è schiavo di quegli sguardi, la mente è altrove…
- Milano che ingoia di Antonella Grieco (It 2006, col. 37’) Premio Vita
Una conversazione intima: quella tra Piero e Antonella, due amici e due volti di Milano. Piero ha vissuto la Milano degli anni Settanta e porta con sé i ricordi delle ribellioni anarchiche e degli anfratti di una città dove c'erano ancora le osterie di "ladroni e puttane". Antonella partecipa all'evocazione di quegli anni ormai lontani, preferendo la Milano che vive ancora tra le quattro mura dell'appartamento di Piero alla sua Milano, dove le osterie anarchiche si sono trasformate in locali più o meno alternativi e i giornalisti dissidenti in vecchi baristi.
- Piccole donne crescono di Rita Casdia (It 2006, col. 6’)
Per diventare donne bisogna saper aspettare e mantenere la calma anche nei momenti più difficili, sopportare il dolore fisico, anche quello provocato da fattori esterni come l’uomo, rendersi belle a tutti i costi, sprigionare dolcezza infinita anche se la realtà è un incubo. Quattro stati della femminilità rappresentati con irriverente inquietudine da Rita, Nina, Carletta e Giuseppina: le piccole donne di Rita Casdia sono quattro pupazzi di plastilina animati con la tecnica della stop-motion.
- Le regole del gioco di Francesco Gatti (It 2006, col. 55’)
Braccato dallo sguardo ravvicinato della telecamera Formaggino, un giovanissimo scommettitore, ci introduce nel mondo del gioco con la spavalderia e la fortuna di chi è ancora principiante. Frequentando una sala ippica della periferia nord di Milano, il ragazzo ha conosciuto il Professore che ha vent’anni più di lui e ormai dal gioco non ha più nulla da imparare. Finiti da anni i tempi della fortuna, al Professore non resta che insegnare l’arte di “vivere senza lavorare” a questo ragazzo, (che guarda con ritrosia il suo futuro da cuoco). Gli insegnerà a sopravvivere in una sala ippica, a usare la testa, a non buttare via i soldi, e soprattutto a guardarsi da chi vuole solo il suo male.
- Scerbanenco by # di Stefano Giulidori (It 2006, b/n e col. 30’) Premio Augustus/Kodak
Il film è un manuale, un videosaggio, un pamphlet sulla quadrilogia di Duca Lamberti, scritta da Giorgio Scerbanenco, padre del noir italiano, alla fine degli anni Sessanta.
Un modo per rimettere in scena la sua Milano fatta di grattacieli e traffico, ma anche di viuzze solitarie e parchi deserti. Tornando a visitare i luoghi del delitto, le strade care allo scrittore, i locali in cui entrano i suoi personaggi, il film ci consegna un ritratto innamorato e partecipe del mondo immaginato dallo scrittore. Come la sua penna si fermava sui dettagli, così la telecamera blocca gli oggetti, le ossessioni ricorrenti, le figure femminili, le armi in un confuso inventario visivo e sonoro.
- Sesto: le radici” di Sabrina Bonaiti (It 2006, b/n e col. 65’) Premio Comune di Sesto San Giovanni - Assessorato alla Cultura, Sport e Politiche giovanili
Alla ricerca del nonno paterno, Giorgio torna dopo un lungo periodo d'assenza a Sesto San Giovanni, la città che lo ha visto nascere e in cui rimangono le tracce della sua famiglia. Durante le sue peregrinazioni (dall'ufficio dell'anagrafe al cimitero, fino ad arrivare alle testimonianze delle persone vissute nelle fabbriche tra le due guerre mondiali) Giorgio diventa una sorta di "detective della memoria". Ma al piano della ricerca si affianca immancabilmente quello del ricordo: gli anni dell'infanzia, la Sesto che ormai è scomparsa. Dario, un ragazzo appassionato di cinema, guardando le immagini raccolte da Giorgio scopre una Sesto che lo porterà a guardare con occhi diversi la sua città.
- Sulle vie moderne dell’ipnosi di Julien Delvaux, Paolo Robaudi, Michele Ursi (It 2006, col. 36’)
Inchiesta sulla pratica attuale dell'ipnosi (ormai riconosciuta legalmente da medici e psicologi), Sulle vie moderne dell'ipnosi mescola antiche credenze, rinforzate da citazioni cinematografiche, ai nuovi studi sull'argomento. Studenti e professionisti del settore illustrano la terapia ipnotica come una possibilità concreta di penetrare nell’inconscio e riuscire ad aprirne le porte per scoprire le proprie risorse. Tuttavia i suoi procedimenti biologici restano ancora enigmatici, mantenendo un alone di mistero seducente attorno a questa realtà. I momenti di testimonianza di medici e studiosi si alternano alle parole dei pazienti, intenti a descrivere le loro sensazioni durante il trattamento.

RETROSPETTIVA DEDICATA Al REGISTA AUSTRAICO ULRICH SEIDL
CINEMA GNOMO Via Lanzone 30/a Milano
29 novembre – 3 dicembre 2005
Provocatorio, rischioso, spietato: il cinema di Ulrich Seidl non lascia mai indifferenti e non certo perché racconti storie sensazionali o ritragga personaggi fuori dal comune. L’unico grande soggetto dei film di Seidl è la normalità, osservata con occhio lucido e distante e inquadrata in composizioni geometriche dal forte impatto visivo. I suoi lavori lavorano intorno alla condizione dell’uomo contemporaneo, lasciato solo da Dio e dalle ideologie e sconvolto da fantasmi interiori di ogni tipo. Dei suoi film Werner Herzog ha detto: “Al cinema, non ho mai visto l’inferno tanto da vicino”.

Questi i titoli:
- Der Ball (Il ballo, 1982, col. 50 min)
A Horn, il ballo scolastico è l'evento mondano dell'anno. Seidl lo riprende in modo poco ortodosso, svelando le frustrazioni e i conflitti di classe che si celano sotto il cerimoniale.
- Good News: Von Kolporteuren, toten Hunden und anderen Wienern
(Buone notizie: venditori di giornali, cani morti e altri viennesi; 1990, col. 126 min)
L'apertura dei confini orientali rivela i limiti dell'ospitalità austriaca: nuovi schiavi e vecchi padroni attraverso il quotidiano «Strade di Vienna».
- Mit Verlust ist zu rechnen
(Una perdita è da mettere in conto, 1992, col. 118 min)
Inverno 1992, frontiera austro-ceca. Il vedovo Josef Paur va in cerca di una nuova compagna. Oltre il confine Paula Hutterova è rosa dai rimpianti. Tutto sommato una buona occasione per Josef.
- Die Letzten Männer (Gli ultimi uomini, 1994, col. 60 min)
Le donne austriache sono troppo emancipate per Karl S., che preferisce le orientali, più sottomesse. Attraverso di lui un viaggio nei più riposti fantasmi maschili.
- Bilder einer Ausstellung (Quadri di un’esposizione, 1995, 45 min.)
L'osservazione di un quadro astratto induce la gente comune a esprimere giudizi stravaganti e distanti da quelli dei critici.
- Tierische Liebe (Amore bestiale, 1995, col. 120 min)
L'amore per le bestie va spesso insieme a un'insostenibile solitudine. Il più famoso e disturbante documentario di Siedl.
- Der Busenfreund (L’amico dei seni, 1997, 60 min.)
A 40 anni il matematico Renato vive ancora con la madre coltivando una passione per i seni femminili e quelli trigonometrici.
-Spass ohne Grenzen (Divertimento senza limiti, 1998, col. 45 min.)
Sguardo analitico e ironico sulle persone per cui un parco di divertimento è più reale della vita stessa.
- Models (Modelle, 1999, col. 118 min)
Tre modelle emancipate e ambiziose, pronte a tutto pur di comparire sulle copertine. Seidl forza i confini del documentario e corre lungo la linea che divide osservazione e sfruttamento.
- Canicola (Hundstage, 2001, col. 121 min)
Storie di quotidiana alienazione si incastrano nel corso del week-end più caldo dell'anno.
Primo film di fiction di Seidl, Gran premio della giuria a Venezia 2001.
- Zurlage (Lo stato della Nazione, 2002, col. 85 min) di Barbara Albert, Michael Glawogger, Ulric Seidl, Michael Sturminger
Film a episodi firmato dai migliori documentaristi austriaci. Seidl gira il ritratto, grottesco e straziante, di un uomo che vive recluso dietro il cancello della sua villa, preda di violente paranoie razziste.
- Jesus, du weisst (Gesù, tu sai, 2003, col. 87 min)
Sorta di video-confessionale, il film raccoglie le preghiere di alcuni devoti: segreti, routine e vendette assai poco cattoliche.

FUORI FORMATO
E' la sezione panoramica non competitiva, dedicata a quei film che per lunghezza, formato o linguaggio faticano a trovare una collocazione univoca nelle categorie e nei format che dominano l’industria dell’audiovisivo.
Nella sezione si possono trovare alcune presenze costanti negli anni: Giuseppe Baresi, Bruno Bigoni, Giovanni Maderna, Corso Salani. E i più giovani Giorgio Carella e Paolo Cognetti, Vittorio Rifranti, Federico Rizzo, Diego Venezia, Alberto Valtellina e Sergio Visinoni.
Anteprima milanese del film Checosamanca, un lavoro collettivo, composto di tanti diversi materiali, girati da mani differenti, prodotto da Eskimosa e Rai-Cinema.
Da segnalare l’incontro con Gabriele Basilico e Marina Spada Come l’ombra: uno sguardo su Milano tra cinema e fotografia
E ancora: una sera dedicata alla tv di Mario Soldati, con la presentazione del libro Emiliano Morreale Mario Soldati. Le carriere di un libertino, Le Mani Cineteca di Bologna, Bologna-Genova, 2006; un omaggio alla grande pittrice Dadamaino, con la proiezione del suo film Ricerca uno (1961) il video ritratto Dadamaino – L’arte va sempre fatta con le mani di Marina Spada (1999)
Evento speciale il film di Gianfranco Pannone e Marco piccioni Cent’anni della nostra storia, realizzato in occasione del centenario della CGIL.

LUOGHI DEL FEMMINILE
Per il terzo anno consecutivo Train de vie - Associazione per lo Sviluppo della Donna organizza, in collaborazione con l’Associazione FermoImmagine, “Luoghi del femminile”, sezione del Festival di Filmmaker destinata al cinema femminile.
I due progetti di quest’anno sono sicuramente di più ampio respiro contenutistico e di maggiore libertà stilistica, rispetto alle edizioni passate: un piccolo ed elegante prodotto di animazione, Questa notte è volata via, che esprime, nella forma della favola, fantasie e fantasmi legati al tema della generatività femminile e Celeste, un lavoro più classicamente documentaristico nello stile, ma capace di indagare le storie e le rappresentazioni del sentimento d’amore di quattro donne anziane, connettendole in un delicato affresco, in un’unica commovente testimonianza.

IL FESTIVAL È SOSTENUTO DA:
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Direzione Generale per il Cinema; Regione Lombardia - Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia; Provincia di Milano – Settore Cultura; Comune di Milano - Settore Cultura, Settore Tempo Libero / Ufficio Manifestazioni Giovanili; Comune di Sesto San Giovanni - Assessorato alla Cultura, Sport e Politiche Giovanili

FILMMAKER è realizzato con il contributo di
DOC/it; CLUB VITA – VITA NON PROFIT MAGAZINE; FNAC; CGIL-CISL-UIL Lombardia; AUGUSTUS; KODAK
Istituto Svizzero di Roma – Centro Culturale Svizzero di Milano; Centre Culturel Français de Milan;
Forum Austriaco di Cultura
e con il patrocinio del Goethe Institut e della Pastorale del Lavoro dell’Arcidiocesi di Milano

PROIEZIONI:
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, angolo via Tadino – Milano
Ingresso libero
Cinema Gnomo, Via Lanzone 30/a Milano. Tel. 02.804125
Ingresso: euro 4,10 tessera: euro 2,60

info: associazione Filmmaker
Via Aosta, 2/A - 20155 Milano
tel +39.02.3313411 – fax +39.02.341193
e-mail: fmkmi@tiscali.it – www.filmmakerfest.org

ufficio stampa: Aigor(Cristina Mezzadri-Regina Tronconi) e Maria Silvia Fiengo
Aigor tel. 02.83241199
mail: aigor.snc@fastwebnet.it
Maria Silvia Fiengo tel. 348.3833239
mail:msfiengo@tiscali.it