| |
Festival Internazionale FILMMAKER Doc 10
Milano 22-29 novembre 2005
Spazio Oberdan - Viale Vittorio Veneto 2
Ingresso libero
MILANO
22 - 29 novembre Spazio Oberdan
30 novembre 4 dicembre Cinema Gnomo
Dal 22 novembre al 4 dicembre si svolge a Milano, giunto alla sua venticinquesima edizione, il Festival Internazionale FILMMAKER, diretto da Silvano Cavatorta.
Il festival, che in passato ha contribuito significativamente agli esordi di registi come Silvio Soldini, Paolo Rosa, Daniele Segre e in anni più recenti Giovanni Maderna, Antonio Bocola, Paolo Vari, Alina Marazzi, Michelangelo Frammartino, da dieci anni dedica attenzione particolare al documentario. Intenzione sottolineata dal titolo che ha guadagnato nelle ultime dieci edizioni il suffisso Doc.
FILMMAKER Doc si articola in cinque sezioni:
*Concorso internazionale sui temi del lavoro e del sociale
*Paesaggi Umani: la presentazione dei film che hanno ottenuto dal Festival, da Club Vita e Vita non profit magazine e da Kodak un aiuto alla produzione;
*Retrospettiva dedicata ai Fratelli Dardenne e workshop con i due registi
*Fuori formato, sezione non competitiva con tre serate speciali dedicate a Piero Ciampi, Michele Gandin e a Milano e Giovanni Testori
*Luoghi del femminile, progetto produttivo a cura di Train de Vie e FermoImmagine
Il festival ospita inoltre un workshop con i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne che si terrà mercoledì 30 Novembre dalle 15.00 alle 19.00 presso l’Espace de projection – Le Centre culturel français de Milan
C.so Magenta 63 - Milano (Iscrizione obbligatoria 10 euro).
CONCORSO INTERNAZIONALE SUI TEMI DEL LAVORO E DEL SOCIALE
12 i film in concorso, selezionati sulla base di circa 250 titoli pervenuti a partire dal marzo scorso.
Tre i premi (il primo di 5.000 euro, il secondo – premio Fnac- e il terzo entrambi di 1.250 euro) che verranno assegnati dalla Giuria composta da Corso Salani (regista), Rinaldo Cesi (studioso e critico del cinema), Anna Milani (sindacalista), Carla Benedetti (storica della letteratura), Diego Deserti (Fnac).
Questi i titoli dei film in concorso:
- La Peau truée di Julien Samani (Francia, 2004, 56’). Il regista si imbarca su un peschereccio al largo delle coste irlandesi insieme a cinque pescatori dell’isola d’Yeu e filma la routine quotidiana dell’equipaggio: i pasti consumati sottocoperta, i momenti di attesa, la sveglia notturna per gettare le esche, l’eccitazione e l’adrenalina del primo pesce che abbocca.
- Dreamland di Laila Pakalnina (Lettonia/Germania, 2004, 35’). In una discarica, tra cumuli di plastica e sporcizia, in mezzo a tutto quello che non vogliamo più essere, si aggirano animali, fiori e piante di ogni tipo: un mondo nuovo e sconosciuto, habitat naturale per moltissime specie.
- Devenir di Loredana Bianconi (Belgio, 2004, 80’). Il film è un viaggio sulle tracce di chi cerca lavoro e documenta gli innumerevoli colloqui in cui vengono valutati competenze ed esperienze, ma anche occhi, capelli, corpo, voce, modo di parlare e di muoversi dei candidati.
- Hiljainen tila di Mervi Junkkonen (Finlandia, 2005, 52’). Ormai anziani, due coniugi non hanno più le forze per mandare avanti da soli la loro fattoria e decidono di chiuderla. La figlia più grande torna al paese per filmare il trasferimento dell’ultima mucca, cosa che segna una frattura tra le generazioni, il cambiamento di un paese e conseguenze difficili da elaborare.
- Workingman’s Death di Michael Glawogger (Austria, 2005, 122’). Documentario suddiviso in sei capitoli girati in diversi paesi (Ucraina, Indonesia, Nigeria, Pakistan e Cina) che racconta le impossibili e condizioni di vita e di lavoro di tanti uomini in diverse parti del mondo.
- Dieu sait quoit di Fabienne Abramovich (Svizzera, 2004, 59’). Parigi, il parco Buttes-Chaumont e una fila di vecchietti che si gode gli ultimi, tiepidi raggi del sole autunnale. La regista ha filmato per un anno i silenzi e i volti delle persone anziane che spendono i loro lunghi pomeriggi a trovare conforto nella reciproca compagnia nella pace del parco.
- Il giardino di nonna Pupa di Giulia Frati (Canada, 2005, 80’). Nonna Pupa ha settantasette anni e vive tra le stradine di Cernobbio. Con il solo aiuto di due nipotini ha compiuto un piccolo miracolo: ha trasformato una discarica abusiva in un giardino lussureggiante.
- Frammenti di una notte di Marina Ballo Charmet (Italia, 2004/5, 21’) riprende l’attività notturna, dalle 20.00 alle 7 del mattino, in un reparto dell’ospedale di Modena: i gesti minimi e quotidiani della cura, il via vai delle infermiere, le esigenze dei pazienti.
- Tra due terre di Michele Carrillo (Italia, 2005, 70’) racconta la contro-emigrazione argentina attraverso la storia di una famiglia che da tre generazioni fa la spola tra l’Italia e l’Argentina e ci ricorda che la vita dei migranti è irrimediabilmente segnata dal sentimento amaro della nostalgia.
- Espeio para cuando me pruebe el smoking di Moujan Alejandro (Argentina, 2005, 102’). Buenos Aires, 20 dicembre 2001. Una grande manifestazione di piazza viene repressa duramente. Uno scultore lascia Plaza de Mayo con le tasche piene di oggetti rimasti a terra dopo gli scontri e, una volta a casa, comincia a dare vita a una grande scultura usando le scorie della violenza.
- Via dell’Esquilino di Daniele Di Biasio (Italia, 2005, 52’). Nella scuola media romana “Daniele Manin” la maggioranza degli studenti sono immigrati di tutte le età, le etnie e le religioni. Hanno alle spalle storie diverse ma in comune la volontà di imparare la lingua e di conseguire la licenza media.
- Melodias di François Bovy (Svizzera, 2005, 67’). Medellin, Colombia. Solo nel 2002 la polizia ha conteggiato una cifra di circa 4.300 decessi per morte violenta. E’ in questa città che si intrecciano le storie di quattro ragazzi che raccontano la loro vita e il loro lavoro..
PROGETTO PRODUTTIVO “PAESAGGI UMANI”
Quest’anno sono otto i film che hanno ricevuto un aiuto alla produzione da Filmmaker e da Vita-Comunicazione, associazione che pubblica un periodico sui temi del volontariato.
A partire da un centinaio di progetti la commissione esaminatrice, composta quest’anno da Riccardo Bonacina e Danielle Sassoon (Club Vita, Vita non profit magazine), Carlo Cresto-Dina (produttore), Alina Marazzi (regista), Anastasia Plazzotta (produttrice), Dario Zonta (critico), ha premiato i seguenti progetti:
- Devota di Chiara Bollosi (Italia, 2005, 8’), che in una decina di minuti mette in scena un rapporto erotico via SMS.
- Scene d’interni con topo di gomma di Massimo Donati (Italia, 2005, 52’), che documenta la quotidianità di due uomini affetti da sindrome di Down: la gestione della casa, il lavoro, le relazioni. PREMIO Club VITA, Vita non profit magazine
- Irreality Show di Francesco Gatti (Italia, 2005, 48’), che scherza sull’intimità e insegue amici e fidanzata in un tormentatissimo agosto.
- Crisalidi di Mirko Locatelli (Italia, 2005, 45’), film ispirato al casting del precedente lavoro del regista, Come prima: veri tetraplegici e attori si propongono al regista con le loro idee e il loro immaginario.
- Fili di Massimo Maida (Italia, 2005, 12’), una fiction interamente ambientata in un condominio
- L’estate di una fontanella di Martina Parenti (Italia, 2005, 25’), film di osservazione su un angolo di Milano reso unico e amichevole dalla presenza di una verde fontanella. PREMIO Club VITA, Vita non profit magazine
- Il cerchio caldo di Francesco Mannarini e Elena Salvadori (Italia, 2005, 51’), documentario che racconta la vita quotidiana nella storica comunità di Villapizzone. PREMIO Club VITA, Vita non profit magazine
- La cena di Emmaus di José Corvaglia (Italia, 2005, 10’), una fiction visionaria con riferimenti che svariano dai radiodrammi al teatro - Premio KODAK
RETROSPETTIVA DEDICATA AI FRATELLI DARDENNE
CINEMA GNOMO Via Lanzone 30/a Milano
30 novembre – 4 dicembre 2005
La seconda Palma d’oro – assegnata a Cannes 2005 per L’enfant – ha fatto di Luc e Jean-Pierre Dardenne delle star del cinema d’autore europeo. Ma è almeno dal 1996, quando esce La promesse, che quello dei due fratelli belgi è riconosciuto come un modello di moderno cinema sociale. Realisti nelle ambientazioni e nella definizione dei personaggi, i loro film disegnano dilemmi morali la cui esemplare chiarezza si scontra con le difficoltà oggettive della soluzione. Il rapporto fra i padri e i figli, centrale in tutti i film, è il punto di snodo di una riflessione profonda e coinvolgente la cui interpretazione finale tocca sempre agli spettatori.
La retrospettiva di Filmmaker presenta tutti i lavori dei due fratelli (con l’esclusione di Le chant du rossignol, andato perduto), mettendo in evidenza l’importanza della pratica documentaristica, coltivata per tutti gli anni ’80, nella definizione della poetica della maturità.
Sul cinema dei Dardenne verrà realizzata una monografia a cura di Luca Mosso, edita da Falsopiano. Tra gli altri, interventi dei critici Rinaldo Censi, Carlo Chatrian, Anton Giulio Mancino, Daniela Persico, Dario Zonta e del regista Daniele Gaglianone.
Nel mese di dicembre la retrospettiva verrà presentata al Museo del cinema di Torino.
Questi i titoli:
- L’enfant (Bel/Fra 2005, col. 100’) Bruno e Sonia vivono d’espedienti e si vogliono bene. Quando lei rimane incinta, lui, senza pensarci troppo, vende il figlio al racket delle adozioni illegali. Difficilissimo tornare indietro, e non solo per i ricatti e le minacce che devono fronteggiare.
- Il figlio (Le Fils, Bel/Fra 2002, col. 103’) Un falegname accoglie nel suo laboratorio il ragazzo che sei anni prima ha ucciso suo figlio. La tensione tra i due cresce in modo intollerabile, fino a un drammatico scioglimento.
- Rosetta (Fr/Bel 1999, col. 90’)
Quando viene licenziata, Rosetta vede andare in frantumi le poche precarie certezze della sua vita e per non soccombere non esita a tradire l’unica persona che aveva espresso umana solidarietà nei suoi confronti.
- La Promesse (Fr/Bel/Lux/Tun 1996, col. 93’) Il quattordicenne Igor lavora con il padre, uno spregiudicato trafficante di manodopera clandestina. Quando l’amico Amidou cade dal ponteggio, Igor decide di onorare la promessa fatta, anche se questo significa tradire il padre e i suoi insegnamenti.
- Je pense a vous (Bel/Fr/Lux 1992, col. 85’) Belgio 1980. L’intera regione di Seraing sprofonda in una gravissima crisi industriale. Quando anche l’ultima rimasta in attività, minaccia la chiusura, gli operai entrano in sciopero, ma la negoziazione non va a buon fine. Fabrizio, 35 anni, è uno dei primi a rimanere a casa; la sua situazione si fa difficile, ma rifiuta alcune offerte di lavoro poco qualificato ed entra in una crisi profonda.
- Il court... il court le monde (Be 1987, col. 10’)
John, regista televisivo, sta preparando una trasmissione sulla velocità. Mentre corre a casa per aspettare la compagna Sonia che rientra da New York, il produttore modifica il montaggio correggendo la parte in cui Marinetti viene accusato di fascismo. Nel momento in cui John viene informato telefonicamente dell’accaduto, dalla strada giunge il rumore di un incidente: Sofia nella foga di annunciargli la sua maternità ha investito un pedone.
- Falsch (Be 1986, col. 85’) Un aereo atterra in un aeroporto di campagna. Scende un solo passeggero, Joe, accolto da Lili, la sua fidanzata tedesca. Nella hall, tra i diversi membri della famiglia di Joe si scatena una tormentata resa dei conti che ritorna continuamente sul 1933, anno dell’ascesa di Hitler e dell’inizio delle persecuzioni antisemite. Tratto dall’ultima piéce scritta dal belga René Kalinski, da cui eredita i modi dello psicodramma antinaturalistico, Falsch è il primo film di finzione dei Dardenne.
- Regard Jonathan/Jean Louvet, son oeuvre (Bel 1983, b/n e col. 57’) Documentario sull’opera del drammaturgo vallone di Jean Louvet, fondatore negli anni ’60, del Teatro Proletario de La Louvière. Il film accosta un’intervista a Louvet, immagini d’archivio sul movimento degli anni ’60 e alcune scene di un boxeur che combatte solo sul ring. Il tutto scandito da alcuni estratti della pièce “Conversation en Walloine” dello stesso Louvet.
- Leçons d'une université volante (Bel 1982, col. 5x9’) Cinque emigrati polacchi, cinque testimonianze. Il primo ha lasciato la Polonia negli anni ’30 per scappare al nazismo, il secondo dopo la seconda guerra mondiale in seguito all’arrivo dei comunisti, il terzo è uno studente sfuggito alla recrudescenza antisemita del 1968 e il quarto un insegnante espatriato nel 1976; l’ultimo ha abbandonato la patria in corrispondenza del colpo di stato di Jaruzelski nel 1981.
- R... ne répond plus (Bel 1981, col. 52’) Documentario inchiesta sulle radio libere in Europa. Per tre mesi davanti all’obiettivo dei Dardenne passano radio libere, locali e private di Belgio, Francia, Italia, Svizzera e Germania. Intervista volanti interrogano i cittadini d’Europa su un fenomeno allora agli albori.
- Pour que la guerre s'acheve, les murs devraient s'ecrouler (Be 1980, col. 50’) Documentario sul giornale clandestino che gli operai della Cockerill hanno realizzato e diffuso tra il 1961 e il 1969. Al centro la testimonianza di uno dei suoi anziani e militanti, Edmond G. licenziato proprio perché impegnato nell’impresa.
- Lorsque le bateau de Leon M. descendit la Meuse pour la premiere fois (Be 1979, b/n 40’) Dal 16 dicembre 1960 al 22 gennaio 1961, il Belgio ha vissuto quello che la storia ha definito "lo sciopero del secolo”. Produzione di carbone e di acciaio ferme, traffico ferroviario e marittimo paralizzato, settori pubblici chiusi, atti di sabotaggio… Nel film la testimonianza di un vecchio militante, Léon M, ricostruisce il movimento dell’inverno 1960.
FUORI FORMATO
E' la sezione panoramica non competitiva, dedicata a quei film che per lunghezza, formato o linguaggio faticano a trovare una collocazione univoca nelle categorie e nei format che dominano l’industria dell’audiovisivo.
Nella sezione, nella quale si possono trovare alcune presenze costanti negli anni, tra gli altri
l’ultimo film di Alina Marazzi, Per sempre, un documentario che indaga sui motivi che portano alcune donne a fare una scelta di vita religiosa all’interno delle comunità monastiche; El Perro Negro di Peter Forgacs, regista ungherese al quale Filmmaker ha dedicato una retrospettiva nel 2003; The White Diamond di Werner Herzog, il resoconto dell'indimenticabile avventura intrapresa dal regista tedesco e dall'ingegnere aerospaziale britannico Graham Dorrington a bordo di un dirigibile,
Un inedito di Giovanni Maderna, Francesco Gatti e Antonio Moresco: Bologna, 16/02/05, Giovanni Maderna e Antonio Moresco incontrano Grifi
Da segnalare anche l’opera prima del critico cinematografico Anton Giulio Mancino Giancarlo Santi: facevo er cinema.
E ancora: una sera dedicata ai poeti: Piero Ciampi, cantautore livornese protagonista del documentario La morte mi fa ridere, la vita no! Piero di Livorno di Luca Mandrile, Umberto Migliaccio, Claudio di Mambro e l’ultimo film di fiction di Federico Rizzo, Lievi crepe sul muro di cinta con Paolo Pierobon interpreta il ruolo di un poeta la cui vita è fatta di vagabondaggi e silenzi alla ricerca della donna che l’ha lasciato. Interverrà anche Gilesa Scerman, autrice del libro Piero Ciampi – Una vita a precipizio, Coniglio Editore
Una serata dedicata a Milano e Giovanni Testori. Saranno proiettati brani tratti da Due Lai di Paolo Rosa e Fabio Cirifino dall’omonimo spettacolo teatrale di Testori con Sandro Lombardi. A seguire Due sguardi su Milano, incontro con Luca Doninelli e Franco Loi coordinato da Alberto Saibene. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Associazione Testori.
L’Omaggio all’antropologo e documentarista Michele Gandin, organizzato in collaborazione con I.R.T.E.M.
LUOGHI DEL FEMMINILE
Per il secondo anno consecutivo Train de vie - Associazione per lo Sviluppo della Donna organizza, in collaborazione con l’Associazione FermoImmagine, “Luoghi del femminile”, sezione del Festival di Filmmaker destinata al cinema femminile.
I tre filmati prodotti quest’anno si caratterizzano per il forte contenuto sociale e per la scelta documentaristica delle giovani autrici. In particolare, quest’anno è presente, in maniera trasversale nei tre documentari, la tematica dell’integrazione sociale: integrazione dopo un’esperienza carceraria per le protagoniste de Le funambole di Sara Luraschi, integrazione nel mondo del lavoro in Fuori margine di Silvia Orazi e integrazione nel tessuto sociale lombardo per le donne straniere di Pane perso di Tatiana Conter.
IL FESTIVAL È SOSTENUTO DA:
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Direzione Generale per il Cinema; Regione Lombardia - Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia; Provincia di Milano – Settore Cultura; Comune di Milano - Settore Cultura, Musei e Spettacolo; Settore Sport e Giovani
FILMMAKER è realizzato con il contributo di
CLUB VITA – VITA NON PROFIT MAGAZINE; FORTIS BANK; FNAC; CGIL-CISL-UIL Lombardia; KODAK
Istituto Svizzero di Roma – Centro Culturale Svizzero di Milano; Centre Culturel Français de Milan;
Forum Austriaco di Cultura
e con il patrocinio del Goethe Institut e della Pastorale del Lavoro dell’Arcidiocesi di Milano
PROIEZIONI:
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, angolo via Tadino – Milano
Ingresso libero
Cinema Gnomo, Via Lanzone 30/a Milano. Tel. 02.804125
Ingresso: euro 4,10 tessera: euro 2,60
info: associazione Filmmaker
Via Aosta, 2/A - 20155 Milano
tel +39.02.3313411 – fax +39.02.341193
e-mail: fmkmi@tiscali.it – www.filmmakerfest.org
ufficio stampa: Aigor(Cristina Mezzadri-Regina Tronconi) e Maria Silvia Fiengo
Aigor tel. 02.83241199
mail: aigor.snc@fastwebnet.it
Maria Silvia Fiengo tel. 348.3833239
mail:msfiengo@tiscali.it
|